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I
materiali per la produzione
Esaminiamo i vari tipi di materiali che
vengono usati per la produzione degli
apparecchi igienico-sanitari. Va premesso che
tutti i materiali utilizzati sono
soggetti a miglioramenti a breve e medio
termine. I requisiti principali
richiesti sono costituiti dalla
resistenza alle sollecitazioni
meccaniche , dalla resistenza all'uso di
acidi e alcali, dalla resistenza
all'abrasione conseguente a pulizia e
dalla resistenza del colore nel tempo.
I
materiali maggiormente usati sono quelli
ceramici, l'acciaio, la ghisa e i
materiali sintetici.
I
materiali ceramici
L’utilizzazione dei materiali ceramici
garantisce la massima resa sotto ogni
profilo igienico. I materiali ceramici
si ottengono impastando insieme (a
seconda di diverse miscele) a
temperatura ambiente sostanze plastiche
minerali, elementi sgrassanti ed
elementi fondenti. La pasta ottenuta
viene formata, lasciata seccare, cotta e
in alcuni casi successivamente ricotta
per una eventuale vetrificazione o
smaltatura. A seconda dei componenti
utilizzati, della diversa lavorazione e
dei differenti tempi di cottura, si
ottengono prodotti diversi tra loro.
1.
Porcellana vetrosa (vitreous china): è
il materiale più pregiato e nasce negli
Stati Uniti. Ha caratteristiche
intermedie fra quelle della porcellana e
quelle del gres d'impasto. Un’impasto è
costituito da caolino, argilla , silice,
feldspati e minori quantità di calcite,
dolomite o talco. E' inattaccabile dagli
acidi, impermeabile, vitrea e traslucida
ma, presentando un alto grado di ritiro
alla cottura, non può essere utilizzata
per eseguire elementi di grandi
dimensioni come vasche o piatti doccia.
Le sue particolari caratteristiche sono
la traslucidità, cioè la capacità di
farsi attraversare dalla luce, e il
colore, originariamente bianco o in
seguito colorato o ricoperto da vernice
trasparente.
2.
Porcellana comune: è un prodotto
ceramico bianco, compatto e traslucido.
I componenti principali sono caolino,
fedspato e quarzo. Si distinque in
"dura", se cotta dai 1.300 ai 1.400 °C,
e "tenera", se cotta a circa 1.200 °C.
La porcellana per apparecchi sanitari si
distingue dalle altre per una minore
quantità di caolino, compensata da
quarzo e fedspati.
E’ quasi sempre rivestita da uno smalto
trasparente, ottenuto applicando, dopo
una prima cottura a circa 800-900'C, una
vemice costituita dagli stessi
componenti della porcellana. Il colore,
talvolta giallastro, è conferito alla
porcellana dal ferro. E’ un materiale
con un costo meno elevato rispetto al
precedente, però è meno resistente alle
sollecitazioni ,soggetto a cavillature
(piccoli difetti) ,presenta notevole
porosità e quindi non può essere usato
per la produzione di elementi di grandi
dimensioni.
3.
Gres porcellanato: materiale non
smaltato, realizzato per sopportare le
condizioni più critiche di usura. E’ un
prodotto dotato di rilevanti requisiti
termici. I suoi componenti funzionari:
plastificanti, greificanti e inerti,
sono costituiti da caolinite, illite,
fedspato sodico e potassico e quarzo.
4.
Fire-clay: è un materiale ceramico
composto da un impasto basato
sull'impiego di argille refrattarie
unite a materiali sgrassati. La cottura
avviene a 1.200-1.300 °C, ottenendo
manufatti ad alta porosità (12-15% di
assorbimento di acqua) e alta resistenza
meccanica senza significativi ritiri di
cottura perciò più adatto alla
produzione di piatti doccia.
5.
Idealit: è un prodotto nuovo, usato
nella produzione di elementi di grandi
dimensioni e ampie superfici. E’ diverso
sia dal vitreous china che dal
fire-clay, presentando una massa bianca
compatta, altamente resistente alle
sollecitazioni, e una smaltatura che
costituisce un unico corpo con il
supporto durante la cottura.
L'acciaio
e la ghisa
Nella fabbricazione di apparecchi
sanitari questi due materiali sono usati
quasi esclusivamente per la produzione
di vasche da bagno e piatti doccia. Per
quanto riguarda l'acciaio il ciclo di
produzione avviene ponendo un foglio di
materiale sotto potenti presse, le quali
conferiscono al manufatto la forma
designata. La superficie viene
successivamente smaltata con smalto
bianco o colorato e infine vetrificata.
Gli smalti usati consentono l'uso di
saponi non neutri, acque ricche di ferro
e normali detersivi da bucato.
L’acciaio smaltato è un materiale che
consente spessori molto sottili, quindi
prodotti molto leggeri, e permette di
realizzare forme particolari; allo
stesso tempo è fragile e soggetto
facilmente a flettersi, con conseguente
frattura o cavillatura dello smalto che
lo riveste. Per risolvere questi
problemi viene utilizzato l'acciaio in
maggior spessore definendo i prodotti in
"acciaio pesante"
La ghisa porcellanata ha maggior peso,
è autoportante,
silenziosa, ha maggior resistenza
meccanica e per le sue caratteristiche
intrinseche risulta notevolmente
brillante e solida. Se nel processo di
fusione non si rispettano correttamente
i tempi e metodi si rischia di avere la
presenza di bolle d'aria che potrebbero
a lungo andare trafilarsi e "bucare la
vasca"
I
materiali sintetici
Negli anni Cinquanta venne utilizzato in
via sperimentale il
polimetilmetacrilato, conosciuto
commercialmente come plexiglas, per la
realizzazione di apparecchi
igienico-sanitari che più tardi ebbero
una vasta espansione sul mercato estero.
Attualmente vi sono molti tipi di
materiali sintetici per questo tipo di
applicazione: il metacrilato, la fibra
di vetro, la vetroresina, il plexiglas
ecc. Quello che presenta una maggiore
diffusione è il primo, costituito da un
impasto di molecole di metacrilato e
materiali inerti.
Le principali caratteristiche tecniche
dei suddetti materiali sono
rappresentate dalla resistenza
all'usura, alla corrosione e alla
ruggine; non si deformano, non sono
porosi e sono leggeri. L’unico
inconveniente consiste nel fatto che non
possono venire utilizzati per la
realizzazione di apparecchi in cui si ha
un ristagno di acqua e dove è richiesta
la massima igiene per evitare la
moltiplicazione dei batteri, come per i
vasi.
La lavorazione dei suddetti materiali
per la produzione di apparecchi
igienico-sanitari avviene con la
termoformatura (termofusione), a 170'C
circa, di lastre bianche o colorate.
I manufatti ottenuti possono assumere
qualsiasi forma e colore, con risultati
che si differenziano notevolmente da
quelli ottenuti con i materiali
tradizionali.
Questi materiali, rispetto a quelli
tradizionali, consentono di mantenere a
lungo la temperatura desiderata
dell'acqua, non temono gli urti, non si
incrinano né si scheggiano facilmente, e se
l'apparecchio subisce una scalfittura,
questa non si nota in quanto la massa è
colorata in tutto il suo spessore e non
soltanto in superficie, come avviene
negli apparecchi prodotti con materiali
smaltati solo superfìcialmente. D'altra
parte non potendo essere disinfettati
spesso con ammoniaca o prodotti
simili, pena l'invecchiamento precoce
del materiale , sono solamente adatti a
sanitari usati esclusivamente per il
lavaggio del corpo quali le vasche e
i piatti doccia. In pratica le vasche
costruite con i materiali plastici
non sono molto adatte a "mettere
a mollo" oggetti in acqua con alte
percentuali di ammoniaca o detersivi
aggressivi.
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