Attualmente vi è un
ritorno verso l'uso dei materiali
lapidei nel locale bagno, quali pietre,
marmi, graniti e agglomerati, che
possono venire impiegati per la finitura
del pavimento, per il rivestimento delle
pareti, per il piano d'appoggio dei
lavabo, per il completamente dei
sanitari ecc.
La scelta di tali materiali è dovuta
alle loro caratteristiche intrinseche,
quali la resistenza all'usura e la
conseguente durata nel tempo, la
compattezza e la resistenza agli urti.
Vengono forniti in lastre le cui
dimensioni e spessori variano in
funzione della natura del materiale,
dell'uso e dell'ambiente di destinazione
dei marmo; per la realizzazione di
pavimenti, ad esempio, si preferiranno
quelli caratterizzati da maggior
resistenza all'usura e da bassa
porosità.
Per la finitura di pareti e pavimenti
sono generalmente sconsigliabili
spessori inferiori al centimetro. In
questi ultimi anni si è andata
affermando una tipologia di produzione
in grado di soddisfare una larga fascia
di utilizzatori. Si tratta di produzioni
in serie di elementi di dimensioni
ridotte e spessori che variano dai 10 ai
6 mm. Vengono fornite bisellate o
smussate a diamante e già lucidate, in
quanto la prelucidatura eseguita in
laboratorio è più vantaggiosa dal punto
di vista economico rispetto a quella
eseguita in opera.
L’uso del marmo, nell'ambiente bagno,
consente soluzioni originali, infatti
ogni lastra è un pezzo unico, anche se
tagliata da un blocco che ne ha fornite
altre similari. Gli effetti estetici
raggiungibili possono essere molti e
variano a seconda del tipo impiegato e
della sua disposizione in opera; infatti
nel caso in cui siano presenti delle
venature è possibile raggiungere
risultati decorativi, armonizzando
l'andamento delle venature stesse.
E’importante usare materiali in grado di
sopportare frequenti aggressioni di
acqua calda, vapori e saponi; a questo
scopo risultano idonei i marmi che
presentano un basso coefficiente di
imbibizione, elevata compattezza e
facilità di manutenzione.
A tal proposito la scelta dei materiali
è da considerare prioritaria; vanno
infatti eliminati tutti quelli che per
le loro caratteristiche fisiche
presentano venature strutturali e
fessure che, anche una volta stuccati,
non possono garantire in assoluto la
loro funzionalità. Per ovviare al
suddetto inconveniente esistono
attualmente diverse tecniche di
trattamento, tra le quali l'applicazione
di un fìlm impermeabilizzante a base
polimerica, applicato sulla superficie a
vista del materiale, che non ne altera
l'estetica e ne permette l'utilizzo in
qualsiasi ambiente. Per alcune pietre naturali, quali il
travertino, un altro tipo di finitura
protettiva consiste nello stuccare con
resine poliestere la superficie al fine
di riempire le irregolarità.
Alcuni materiali lapidei usati sono :
l. Il marmo glass, utilizzato per la
finitura di pavimenti e rivestimenti,
ottenuto con una nuova tecnica di taglio
adottata per i materiali lapidei segando
il blocco di cava (sia esso marmo,
granito, onice ecc.) in lastre sottili
da 6,5 mm di spessore, montandole poi su
un rinforzo a base di resina, posate in
opera per incollaggio. Si ottengono con
delle lastre con una impermeabilità e
una resistenza alla trazione notevoli e
che possono raggiungere le dimensioni di
3 x 1,2 m, anche se i formati standard
sono 30 x 30, 30 x 60 e 60 x 60 cm.
2. Il marmo in struttura Iso consiste in
un pannello sandwich, di spessore totale
standard di 32 mm, formato da uno strato
esterno di marmo glass sottile, un cuore
in poliuretano espanso, una lamina in
plastica o in acciaio zincato, di
bilanciamento ed infìne una struttura
portante piana, avente funzioni di
isolante termoacustico. Le sue
dimensioni possono essere 60 x 240 cm e
120 x 240 cm e può essere utilizzato
anche come piano di appoggio per il
lavabo.
3. Gli agglomerati a base marmo e le
quarziti di cui abbiamo già parlato
nella sezione mobili.